martedì 22 dicembre 2015

I cantucci di Dany



Tempo fa grazie a questo blog ho ritrovato una persona che non vedevo e sentivo da anni, più o meno da 15 anni....  Mi aspettavo di trovare una persona completamente diversa da quella che mi ricordavo, spesso è così ma ci sono quelle volte in cui, passati i cinque minuti di imbarazzo iniziale,  torna tutto come prima.
Io e dany eravamo colleghi, ai tempi in cui iniziai l'università, ai tempi in cui pullulavano i sogni e non erano ancora stati infranti, ai tempi in cui tutto era possibile e il futuro appariva con le sue mille possibilità (ecco leggo queste parole e mi rendo conto di quanto io sia vecchia!!!!). Io e Dany facevamo un lavoro particolare, che ti obbligava ad entrare in confidenza, passavamo insieme ore, giorni, fine settimana, condividevamo spazi piccolissimi di giorno e spesso anche di notte, per cui era naturale legarsi anche dal punto di vista affettivo.
Me lo ricordavo sorridente, positivo, sempre carico e con mille interessi, e il tempo non lo ha cambiato. Mangiando una pizza a pranzo abbiamo parlato di quello che avevamo fatto in quei 15 anni e tra le altre cose è venuto fuori che Dany si era appassionato di cucina!
Così mi ha dato un po' di validissime ricette tra cui questa che sto condividendo per voi.
I cantucci sono perfetti come regalo di Natale, magari anche abbinati a una bottiglia di buon passito.



INGREDIENTI per circa 40 pezzi

270 grammi di farina 0 (o 00)
200 grammi di zucchero
200 grammi di mandorle
2 uova
1 pizzico di sale
1/2 bustina di lievito per dolci
zucchero a velo q.b.




PROCEDIMENTO:

Ho unito le uova con lo zucchero, mescolando energicamente con una frusta, ho aggiunto la farina il pizzico di sale e per ultime le mandorle intere.

Ho diviso l'impasto a metà e ho formato due "cordoni schiacciati" che ho messo su una teglia foderata con della carta forno e spolverizzata con un po' di zucchero a velo. Ho spolverato con lo zucchero a velo anche la parte superiori dei "salamoni".

Ho cotto gli impasti nel forno pre-riscaldato a 200 gradi per 10 minuti, l'ho fatto raffreddare e dopo di che ho tagliato i biscotti.
Ho messo i cantucci su una teglia disponendoli con uno dei lati rivolto verso l'alto, e li ho rimessi nel forno caldo a 250 gradi per 2 minuti. Ho sfornato i cantucci e li ho fatti raffreddare.

facili da fare, veloci e buoni!




giovedì 17 dicembre 2015

piccole idee per menù bimbi-friendly


Inizio subito scusandomi per le pessime foto. E inverno e a casa mia c'è poca luce. Non ho luci professionali, per cui vi tocca accontentarvi!
Qualche domenica fa sono stata  a trovare una mia amica che ha tre bimbi meravigliosi e mentre gli uomini erano a pedalare sulle colline di Barolo, noi ci siamo cimentati a fare la pasta in casa. E' stato divertentissimo cucinare con loro e il piccolo Chef Matteo mi ha insegnato alcune ricette che fanno con la loro super-mamma... coccinelle e ragni..... e da lì è partito il trip! Qualche sera fa ho avuto ospiti a cena e c'erano 4 bimbi e così ho cercato qualche idea simparica che potesse stupirli.... Non sono vere e proprie ricette sono intuitive guardando le immagini si capisce subito come realizzarle, ma mi sembravano carine da condividire e magari possono tornare utili anche per il pranzo di Natale!


I PINGUINI DI FORMAGGIO E OLIVE

occorrente:  formaggio spalmabile, fettine di carota, olive nere grandi, olive nere piccole,maionese, stuzzicadenti


Con il formaggio spalmabile si fanno delle palline-ovali, con una fettina di carota si fanno i piedi a cui si taglia uno spicchio per fare il becco, con un'oliva grande tagliata a metà le ali e con un'oliva piccola la testa (nel buco del nocciolo si inserice il becco), il tutto si tiene insieme con uno stuzzicadenti, davvero banali da realizzare ma di grande effetto.
Ho preso questa idea da una bloggher che adoro: Maghetta Streghetta. Qui trovate il link del video sui pinguini.



 LE COCCINELLE
 
occorrente:    pane per tramezzini, formaggio spalmanile, pomodori pachino, rucola, foglioline di rosmarino, olive nere, maionese, stuzzicadenti.

Con un taglia-biscotti a forma di stella, ho tagliato del pane per tramezzini per creami le basi, le ho spalmate con un po' di formaggio spamabile per creare un fondo su cui incollare il resto. Ho aggiunto una fogliolina di rucola,  mezzo pomodoro pachino tagliato a sua volta ancora a metà e un quarto di oliva per fare la testa, con due foglie di rosmarino ho fatto le antenne e con uno stuzzicadenti e della maionese ho disegnato gli occhi e i puntini. Sui puntini si possono mettere anche dei semini neri, come quelli di papavero.




UOVA RIPIENE A FUNGHETTO E RAGNO

occorrente: uova sode e il relativo ripieno (trovate il link della ricetta sotto), pomodori tondi non troppo grandi, olive nere, maionese e uno stuzzicadenti


la ricetta delle uova ripiene l'avevo pubblicata tanto tempo fa, la trovate qui.
Per fare i ragnetti ho tagliato un'oliva a metà e l'altra metà l'ho tagliata a striscioline per fare le zampette, ho composto la bestiolina sull'uovo e con la maionese e uno stuzzicadenti ho disegnato gli occhietti.

Per i funghetti ho usato la stessa ricetta ma ho tagliato le uova diversamente.
Ho tagliato una fettina dal fondo dell'uovo per farlo stare dritto, ho tagliato l'altra estremità scavando l'uovo con un cucchiaino piccolo, è un'operazione un po' delicata perchè l'uovo tende a rompersi facilmente. Ho riempito le uova aiutandomi con una sac a poche, ho ragliato a metà un pomodoro, l'ho svuotato e l'ho salato all'interno, dopo di che l'ho messo sopra l'uovo e ho disegnato i puntini con stuzzicadenti e maionese.




ALBERELLI DI NATALE

occorrente:  una torta al cioccolato, colorante alimentare liquido vedre, zucchero a velo, confettini colorati e stuzzicadenti

Ho creato questi alberelli usando come base i Brounies, la ricetta la trovate qui. Ho fatto raffreddare la torta molto bene in frigorifero perchè fosse più facile da tagliare, ho tagliato dei triangoli e gli ho infilato uno stuzzicadenti  per poterli prendere. Ho unito a due cucchiai di zucchero a velo due cucchiaini di colorante liquido verde per creare la glassa (aggiungete il liquido poco alla volta per ottenere la giusta consistenza).
Con una tasca da pasticcere ho decorato i pinetti con la glassa e infine ho messo i confetti colorati. Ci vorrebbero anche delle stelline in punta ma non ho trovato i confettini da decorazione adatti.

Questa idea l'ho presa su internet da questo profilo instagram


Questo è tutto, spero di avervi dato qualche idea utile,
grazie per essere passati di qui!

Clara


mercoledì 9 dicembre 2015

Sugar free... Come dire no allo zucchero ed essere felici lo stesso!



Ci sono cose che una persona non vorrebbe mai sentirsi dire. Potrei fare un elenco lunghissimo ma oggi voglio parlare solo di una.
Medico all'ospedale: "Qui c'è un elenco delle cose che non deve mangiare e di quelle che deve limitare"
Ho scorso l'elenco con gli occhi e come prima cosa mi sono assicurata che non ci fosse il LATTE, non c'era grazie al cielo.
No zucchero, meglio di No farina 00, No frutta lontana dai pasti, No carboidrati senza associate proteine... Ero già abituata a non zuccherare niente, e non sono abituata a consumare bevande zuccherate.... ma il mio secondo pensiero è stato "che cavolo mangio a colazione??" ma non l'ho detto. Quello che ho detto invece è stato: "per quanto?"
 Medico all'ospedale: "ah per sempre"....

Quando le persone mi sentono dire che cerco di non mangiare abitualmente zucchero, nè alimenti che lo contengono, quasi sempre la risposta è una: "ma come fai???".
Come faccio? Molte volte faccio fatica, anche se con il tempo, sempre meno,  qualche volta cedo e mi concedo quello sfizio. Senza sensi di colpa ma godendomelo.
Senza zucchero vivo indubbiamente meglio perchè mi sento meglio e questo è un buon motivo per continuare così. 
Dire che non mangiamo zucchero è una bugia, perchè anche se siamo abituati a chiamare zucchero solamente quello estratto dalla canna da zucchero o dalla barbabietola lo zucchero è presente in tantissimi alimenti ed è essenziale per la nostra alimentazione. Molti sostengono che lo zucchero (quello che chiamiamo abitualmente così) faccia molto male e ci sono molti studi a riguardo, altri sostengono che invece non sia così, ma pare che siano tutti concordi nell'affermare che se ne consuma troppo e che il consumo procapite sia cresciuto esponenzialmente dal dopoguerra ad oggi; Molti studi dimostrano che una glicemia alta aumenta le probabilità di ammalarsi di tante brutte malattie  e questo mi sembra un altro buon motivo per andarci piano con determinati alimenti.

qualche piccolo sgarro..... me lo concedo...
La prima cosa che ho fatto quando mi hanno detto che avrei dovuto evitare il più possibile gli zuccheri è sostiture lo zucchero bianco con altri dolcificanti. In fin dei conti anche i diabetici usano edulcoranti.
Ma questo edulcorante non mi piaceva per niente. Ha un gusto terribile per quanto mi riguarda, dolce è dolce ma è un dolce cattivo. Ormai è opinione diffusa che l'aspartame sia cancerogeno, ma degli altri edulcoranti sintetici non si sa nulla forse perchè non li hanno ancora studiati*. Ho cercato dei sostituti naturali: i malti, il fruttosio, lo sciroppo di agave, la stevia etc etc.... Nel frattempo ho iniziato a leggere leggere leggere... i mille pareri degli esperti che in fatto di alimentazione sono raramente univoci.... alla fine ho capito che per la glicemia questi zuccheri non vanno bene.
 Pare che il fruttosio (che poi non considero nemmeno così naturale visto che io in casa non riuscirei ad ottenere della polvere bianca dalla frutta) per la glicemia sia anche peggiore dello zucchero e questo vale anche per lo sciroppo d'agave che (anche se naturale) è costituito da fruttosio. La stevia e lo zucchero di cocco integrale sono considerati dei finti zuccheri, ma hanno un sapore molto forte che personalmente non apprezzo. Inoltre alcuni studi hanno rilevato che qualunque sostanza dal gusto dolce fa aumentare l'assunzione del gucosio, da parte dell'intestino. In pratica questi ptodotti non ti farebbero alzare la glicemia direttamente, ma se consumati insieme ad altri nutrienti ti farebbero assorbire maggiormente il glucosio degli ailimenti che contemporaneamente ti stai mangiando.
Per dirla in parole povere se ti mangi un toast e ti bevi una coca light, ti sale maggiormente la glicemia che se ti mangi un toast bevendo un bicchiere d'acqua. Se invece la coca light la bevi senza mangiare niente dovresti poter stare tranquillo.
Quindi secondo queste ipotesi anche questi "finti zuccheri" non vanno bene, soprattutto la stevia che ha un potere dolcificante molto più alto di quello dello zucchero. Questo discorso vale anche per i dolcificanti sintetici, per questo motivo pare che alcuni diabetologi sconsiglino ai diabetici di assumere alimenti per diabetici.

Rimane la frutta, perchè la frutta ha il fruttosio ma ha anche tante fibre che mitigano tutta la faccenda. E poi Nostro Signore, o Madre Natura la sapevano lunga, almeno di uno di loro dobbiamo fidarci!
Non è semplice orientarsi, non è semplice capire che cosa faccia bene e che cosa faccia male, quello che pareva far bene 50 anni fa adesso è considerato nocivo e chissà se quello che oggi consideriamo salutare, non sarà considerato nocivo tra 20 anni. Non possiamo esserne così certi.
Forse sono cambiate le esigenze, una volta c'era il problema di mangiare, di crescere, ora le necessità sono dimagrire o comunque non ingrassare.
Quello che ho deciso di fare non è sostituire lo zucchero con altri dolcificanti, ho deciso di mangiare cose meno dolci. Il mio gusto è cambiato. Le prime composte che ho fatto senza zucchero, confesso che non mi facevano impazzire, adesso le adoro e quando mangio le confetture zuccherate quasi mi nauseano. Credo che la via sia proprio cercare di rieducare il gusto. 
Quando faccio i dolci cerco di dolcificarli di meno di quanto avrei fatto fino a  un anno fa. Come dolcificanti uso la frutta fresca o essiccata, il succo di mela (100%), il malto d'orzo o di riso e lo sciroppo d'acero.
Tra i dolci tradizionali lo strudel o l'apple pie sono buonissimi anche senza zucchero.
Poi ci sono le volte in cui preparo o mangio i dolci con lo zucchero, senza farmi troppi problemi, ho scoperto che l'attività fisica aiuta a ridurre la glicemia e cerco di compensare con quella!

Nelle confezioni dei prodotti spesso il "senza zucchero" nasconde la stessa quantità di zucchero che ci sarebbe in un prodotto tradizionale, a volte anche maggiore, è importante leggere tutti gli ingredienti e le tabelle nutrizionali, se davvero vogliamo un prodotto a basso indice glicemico.

Spesso le persone (anche i miei amici) mi guardano come se fossi sfigata o addirittura malata. La cosa peggiore è quando cercano di convincermi. Già faccio fatica a trattenermi di mio, se ancora mi metti un dolce nel piatto e insisti non mi stai facendo del bene ma stai andando incontro a una brutta parola. Io non mi sento sfigata, mangio cose molto buone e faccio queste scelte per una buona ragione e per la mia salute. Sinceramente penso che siano più sfigate le persone che non riescono a rinunciare o a limitare quello che li fa stare male.
In ogni caso se una persona dice di non poter mangiare una cosa per motivi di salute credo che dovrebbe essere rispettata e non guardata come se fosse un talebano della tavola. Ognuno deve essere libero di mangiare quel che vuole senza essere giudicato, mi pare il minimo sindacale.

Credo che in fatto di alimentazione ognuno debba fare le proprie ricerce e trarre le proprie conclusioni, per quel che mi riguarda non mi sento di demonizzare niente, ma di ridurre i consumi di alcune cose che se consumate in eccesso possono fare male.

Queste sono solo le mie opinioni e ci tengo a precisare che non hanno nessun valore scentifico, sono le idee che mi sono fatta leggendo tanto sull'argomento, leggendo le raccomandazioni di diversi medici e gli studi fatti a riguardo. Le ho scritte senza pretese, senza pensare che siano verità assoluta,  senza pensare di insegnare qualcosa a qualcuno ma per rispondere alle tante domande che spesso mi fate. Questo è il mio punto di vista, la mia opinione niente di più!

Grazie per essere passati di qui!
a presto

Clara


*opinione del tutto mia e non fondata.

domenica 29 novembre 2015

La scienza della pasticceria di Dario Bressanini



Se siete appassionati di pasticceria ve lo sarete sentiti dire un sacco di volte: "la pasticceria è chimica", se in cucina possiamo dare libero sfogo al nostro estro e lasciare nel cassetto la bilancia, in pasticceria le cose cambiano: le grammature sono importanti, fondamentali.
Io sono una persona curiosa, mi piace sempre sapere che cosa sta dietro alle cose. Che cosa fa funzionare qualcosa, che cosa rende una cosa in un modo piuttosto che in un altro. Sono fatta così. Lo sono sempre stata, da bambina aprivo i mobiletti dei bagni di tutte le case in cui andavo (giuro non lo faccio più).
Quello che sta dietro (o dentro) serve a capire, a conoscere, e solo se conosci una cosa ne hai la padronanza. Solo se capisci quanto è importante l'aria in un determinato impasto allora sai perchè devi trattarlo con delicatezza, con il riguardo di cui ha bisogno.
Quando ho visto questo libro ho pensato: "devo averlo", mancavano pochi giorni al mio compleanno e un regalino ci stava....  L'ho letto durante le vacanze estive e devo dire che è davvero ben fatto.
Dario Bressanini lo conoscevo già per il suo blog "Scienza in cucina"  che mi era capitato spesso di consultare. Scrive in modo semplice concetti di chimica rendendoli alla portata di tutti. Se li capisco io c'è speranza per tutti visto che ignoro completamente la materia o per meglio dire sono un'asina in chimica.
Il libro è diviso in 5 parti che sono gli ingrendienti fondamentali in pasticceria: zucchero e zuccheri, uova, latte panna e burro, farina e aria e altri gas.
Ogni parte tratta l'argomento in modo semplice ed esaustivo e contiente esempi pratici e ricette a tema. Le ricette sono poche (è un libro più teorico che pratico) ma sono curate nei minimi dettagli.
Esteticamente il libro è molto bello, ha delle belle fotografie e grafici e le tabelle sono di facile consultazione.

Conoscere il perchè delle cose aiuta a evitare errori e consente di avere le basi per poter modificare le ricette in base alle nostre necessità. Io lo considero un libro davvero utile e unico nel suo genere. Lo consiglio vivamente a tutti gli appassionati di pasticceria!







Grazie per essere passati di qui!

a presto

Clara

martedì 17 novembre 2015

Porridge con uvetta, mela e mandorle

La mattina ho fame, tanta fame, famissima. Su istagram vedo foto di ragazze che per colazione prendono un the e mangiano una banana, io non sono così virtuosa ho bisogno di sostanza. Se dovessi sfamarmi a biscotti assumerei presto la forma di un Totoro (quanto amo totoro). 
La prima volta che ho mangiato il porridge ero in Irlanda, del resto è un classicone dei paesi anglosassini, ma ultimamente è sbarcato anche in Italia, perchè pare che l'avena faccia molto bene. Io non sono esperta di queste cose ma posso assicurarvi che è buono e che vi sazia per un bel numero di ore, il che nel mio caso è quasi un miracolo ... e poi è bello calduccio, il che in questa stagione non guasta.
La ricetta originale prevede di cuocere i fiocchi di avena nel latte nella proporzione uno a tre o uno a quattro (dipende dai fiocchi) ma si può fare anche sostiuendo il latte con altri liquidi come latti vegetali o con l'acqua... certo il sapore non sarà lo stesso. Io lo faccio spesso con il latte di riso, perchè ho scoperto che se non bevo il mio amatissimo latte di mucca tutti i giorni sto meglio.
Non usando abitualmente lo zucchero mi sono dovuta trovare un modo alternativo per dolcificarlo... aggiungendo la frutta (in questo caso mela e uvetta); Talvolta mi aiuto anche con un pochino di succo di mela. Le mandorle invece sono uno sfizio.

L'unico incoveniente del porridge è che deve cuocere circa un quarto d'ora.  Però potete farlo cuocere la sera e riscaldarlo la mattina aggiungendo solo un pochino di latte o del liquido che avete scelto.
Io ogni tanto ne faccio anche una versione speady ma magari ve ne parlerò in un altro post.

Bisogna ammettere che se il porridge va di gran moda c'è anche un perchè, è uan colazione sana, la suggerisce anche il dott. Berrino, e lui è come l'uomo del monte, se dice che una cosa si può mangiare, possiamo stare tranquilli.

Ingredienti per una porzione:

Io uso un misurino da 1/4 di CUP ma se non lo avete potete usare una tazzina da caffè

1 misurino di fiocchi d'avena
3 misurini di latte di riso
1 misurino di succo di mela
1/2 mela
1 misurino scarso di uvetta
un cucchiaio di mandorle tritate o a lamelle
un pizzico di cannella


Procedimento:

Mettete in uin pentolino i fiocchi di avena, il latte, il succo di mela, l'uvetta e mettetelo a cuocere a fuoco lento.
Dopo 7/8 minuti aggiungete la mela che avrete precedentemente tagliato a pezzettini.
Continuate a cuocere fino a quando il liquido non è stato completamente assorbito dai ficocchi di avena creando una pappa che potrebbe ricordare quello che ai tempi di mia nonna chiamavano "il pastone dei cani". Ci vorranno circa una quindicina di minuti in tutto, ma dipende molto dai fiocchi di avena che si utilizzano, non hanno tutti lo stesso tempo di cottura. Infine aggiungete le mandorle e la canella.
Non fatevi ingannare dall'aspetto, il porridge è bruttino ma è molto buono.


Naturalmente potete personalizzare il porridge come più vi piace, con i frutti di bosco è ottimo, ma anche semplicemente con un cucchiaio di marmellata.

Grazie per essere passati di qui!!!
A presto

Clara

sabato 7 novembre 2015

Composta di pere e vaniglia



Dall'inizio di quest'anno sto sperimentando diversi tipi di composte, (tipo questa) io sono una di quelle persone a cui piace cambiare... anche nelle cose che mangia. L'unica costante nella mia vita è il caffèlatte... ogni tanto penso anche che dovrei cambiare il nome di questo blog in "caffelatte" forse prima o poi lo farò anche perchè le battute sul nome di questo blog si sprecano.  Ma questo è un altro discorso.
Questa ricetta è semplicissima e molto veloce da fare, l'unica cosa importante è che le pere siano bene mature, e quindi "belle dolci".

ingredienti per circa 2 kg di composta.

2 kg di pere ben mature
2 cucchiai di sciroppo d'acero (potete sostituirlo con lo zucchero)
2 cucchiaini di vaniglia (quella vera, non la vanillina, la vanillina è OUT!!!)
2 cucchiaini di agar agar

procedimento:

Ho lavato le pere, le ho private del torrsolo e le ho tagliate a pezzi, le ho messe in una pentola e le ho fatte cuocere a fuoco basso coprendole con un coperchio.
Le ho fatte cuocere per circa 30 minuti, fino a quando non erano belle mollicce (casa di riposo style).
Ho unito lo scirpoo d'acero, l'agar agar e ho frullato il tutto con il minipimer. Ho continuato la cottura per ulteriori 5 minuti.
Ho riempito i vasetti sterilizzati con il composto ancora bollente, li ho chiusi con i rispettivi coperchi e li ho lasciati raffreddare capovolti (appoggiandoli sul tappo, a testa in giù).

Buona e super sana.


Grazie per essere passati di qui!

Clara

sabato 31 ottobre 2015

carrot cake



La classica torta di carote anglosassone, alla quale ho ridotto drasticamente la quota di zuccchero, soprattutto nel frosting usato per la copertura. Non sono più abituata alle cose troppo dolci, in questo modo la torta è anche salutare, per essere una torta si intende. La ricetta è davvero facilissima.

Devo ammettere che questa torta mi piace da morire... è stato amore al primo assaggio.... quando si cerca di preparare dei dolci più sani del solito spesso il risultato è un compromesso, ma questa ricetta mi ha davvero stupita! Per la quantità di zucchero dipende un po' dai vostri gusti... cercate di regolarvi in base alle vostre anbitudini (oppure regolate la vostra abitudine a gusti meno dolci).

Volendo si può anche tagliare a metà e farcire in mezzo con il frosting che si usa per la copertura, io sinceramente preferisco metterlo solo sopra, ma è un mio gusto personale.

Questa torta mi ricorda la scozia, la mangiavo spesso a merenda, con una buona tazza di the... che nostalgia di quei pesaggi mozzafiato...

Io metto una parte di farina integrale ma potete usare la farina che preferite, anche la 00.

non vi ricorda pakman??? hihihi

Ingredienti per una teglia da 28 cm di diametro (8 porzioni):

350 grammi di carote grattuggiate
200 grammi di farina ( io metto 100 grammi di farina 0 e 100 grammi di farina integrale)
120 grammi di olio di semi di girasole (io uso un olio spremuto a freddo)
160 grammi di zucchero (Io di solito ne metto anche meno, se faccio la torta per "uso domestico" ne metto 100 grammi, tuttavia se amate i dolci molto dolci  metterne 200 grammi)
3 uova intere
70 grammi di noci tritate
1 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaio di cannella
1 cucchiaino di vaniglia in polvere (vaniglia vera non vanillina)
un pizzico di sale

olio e farina qb per la tortiera

per la copertura:
250 grammi di formaggio spalmabile (tipo il Philadelphia)
70 grammi di zucchero a velo
1 cucchiaino di vaniglia in polvere (vaniglia vera non vanillina)
2 cucchiai di latte.

Procedimento:

Sbattere le uova con lo zucchero con una frusta (se avete quella elettrica, ancora meglio), unire l'olio.
In un altro recipiente mescolare tra di loro le polveri (la farina, il lievito, la cannella, la vaniglia e il sale) e successivamente unirle al composto di uova setacciandole. Aggiungere le carote e le noci tritate mescolando fino a che il composto non sia il più possibile omogeneo.

Ungere una teglia e "impanarla" con la farina.
Versare il composto nella teglia e fare cuocere nel forno (pre riscaldato) 170° per 50 minuti (verificare la cottura con il metodo empirico dello stuzzicadenti)

Sfornare il dolce e fatrlo raffreddare.

per la copertura unire il formaggio, lo zucchero, il latte e la vaniglia mescolando bene. Coprire il dolce con la crema.

 
buona! 


Grazie per essere passati di qui!

Clara



mercoledì 14 ottobre 2015

Dexter's Pancakes


Da quando ho abbandonato i manicaretti di Banderas mi sono messa alla ricerca di colazioni alternative.
Tra l'altro adesso è preso molto di mira perchè nei suoi prodotti c'è l'olio di palma e sono tutti molto spaventati da questa cosa. Vorrei farvi vedere cosa mangiavamo noi negli anni 80. Se non siamo morti potete stare tranquilli. Non che voglia incentivare il consumo dell'olio di palma ma fino a qualche anno fa ci siamo dovuti sentir dire, che la margarina era un toccasana. Per fortuna a casa mia nessuno ha mai messo sotto inchiesta il burro, che sarà anche un grasso saturo ma per lo meno, lasciatemelo dire: è buono. Non credo che piccole quantità di olio di palma siano così nocive, mentre credo che lo siano grandi quantità di qualunque grasso saturo. Ovviamente queste sono solo le mie opinioni.
Scusate il solito preambolo che non centra nulla con la ricetta ma a parer mio Banderas va difeso se non altro per le sue giovani comparizioni nei film di Pedro Almodovar.

Una volta eliminati i biscotti, le merendine, le fette biscottate dalla colazione qualcosa dovevo trovare, anche perchè  io alla mattina ho una fame assurda, tavolta mi sveglio sognando di magiare. In un periodo in cui tutti danno validissime indicazioni sulla sana alimentazione ho pensato di rovolgermi a una serie TV: Dexter. E' a lui che penso ogni volta che cucino i pancake, l'adorabile serial killer che cucina la colazione ai bambini della sua compagna. Una delle serie che ho amato di più negli ultimi anni, per quanto l'idea di fondo fosse banale (l'omicida con la faccia da angioletto che fa fuori i cattivi) la serie riesce ad essere a suo modo originale, e poi ha una siglia davvero bellissima.
La ricetta l'ho presa da una ragazza americana: Laura Vitale; Le dosi sono espresse in cup e sono facili da ricordare perchè la misura è sempre 1.
Li faccio molto spesso, nei fine settimana, credo che nemmeno un americano li farebbe quando deve uscire di casa alle 7 di mattina..... Ma la buona notizia è che si possono congelare!

Ingredienti per 4 persone:

125 grammi di farina (1 cup)
250 grammi di latte (1 cup)
1 uovo
1 cucchiaio di zucchero (o un cucchiaio di sciroppo d'acero)
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di lievito per dolci

burro o olio per la padella

Marmellata e/o sciroppo d'acero,  e/o miele, e/o frutta fresca per accompagnare





Procedimento:

Mischiare prima le polveri e poi le parti liquide, non è necessario prestare molta cura, vengono sempre!
Scadare una padella, ungerla leggermente (io uso un pennello per non mettere troppo grasso) e versare con un mestolo la pastella nella padella, e quando inizia a fare le bolle è ora di girarla e farla cuocere dall'altro lato per pochi minuti. Si avanti così fino alla fine dell'impasto. Nel caso sia necessario ungete nuovamente la padella.
Mettete i pancake su un piatto e guarniteli come più vi paice.
Sono veloci da fare e davvero semplici. 


Grazie per essere passati di qui, vi auguro delle magnifiche colazioni!

Clara

martedì 30 giugno 2015

parmigiana di melanzane... o forse no...

 E' arrivata la bella stagione e nei banchi del mercato le verdure sono cambiate, ho salutato i miei amati cavoli e le verdure invernali per guardare avanti verso gli ortaggi primaverili/estivi (come sono romanitica!) Io la parmigiana considero un secondo piatto perchè è ricca di fromaggio, ma a dire il vero non so se questa è la prassi comune o un'idea mia.

So già che molti di voi storgeranno il naso per questa versione della parmigiana, perchè probabilmente non ha molto in comune con la ricetta classica, ma a me piace così! Non dico che sia light ma sicuramente è più leggera di molte altre parmigiane. Non ho la presunzione che questa sia il modo "giusto" di cucinare la parmigiana, ma questo è il modo che va bene per me, io cerco di limitare il fritto, perchè non lo digerisco, lo trovo pesante e se proprio devo friggere, perchè diciamolo il fritto è buono, friggo altro, perchè la parmigiana per quanto mi riguarda è già saporita così!
Uso le melanzane grigliate, o in alternativa le faccio cuocere in forno una venitna di minuti spennellandole con poco olio. In entrambi i casi prima di cuocerle le metto in uno scolapasta cospargendole con un po' di sale, in modo che perdano l'acqua. Non uso la mozzarella perchè ogni volta che mi è capitato di usarla per questa preparazione rilasciava troppo liquido. Credo di avervi detto tutto adesso passo alla ricetta!


Ingredienti per 4 pozioni:

600 grmmi di melanzane grigliate (se siete pigri potete usare anche quelle già surgelate)
250 grammi di scamorza grattuggiata o tagliata a pezzettini piccoli
80 grammi di parmigiano reggiano grattuggiato
700 grammi di polpa di pomodoro
2 cucchiai di olio
1 spicchio di aglio
1  cucchiaino di origano
sale e pepe

procedimento:

Per prima cosa preparo il sugo: metto in una padella l'olio e l'aglio e lo faccio rosolare, aggiungo poi la salsa di pomodoro, l'origano, aggiusto di sale e pepe e lascio cuocere senza coperchio per una ventina di minuti in modo che la salsa si "asciughi" leggermente.

Quando il sugo è pronto, tolgo l'aglio e inizio ad assemblare la parmigiana: "sporco" il fondo della teglia con del sugo, e poi inizio a fare gli strati: uno di melanzane, uno di sugo, uno si scamorza e una spolverata di parmigiano, vado avanti così terminando con la salsa, la scamorza e il parmigiano.

Cuocio la parmigiana nel forno pre-riscaldato a 180° per una ventina di minuti, con il grill acceso, così fa la crosticina!




Buona,  digeribile e per quanto mi riguarda è un piatto completo.

Grazie per essere passati di qui al prossimo post!!!



mercoledì 3 giugno 2015

crêpes!


Quando ero piccola non c'erano le crêpes, al massimo c'erano le crespelle, la versione italiana, ma a casa mia non c'erano nemmeno le crespelle. Non mi ricordo la prima volta che ho assaggiato una crêpes, ma sono quasi certa che sia stato nella creperia di Castelnuovo don Bosco.
Chi vive in città non può immaginare come sia crescere in un paese. Ci sono molte cose belle nel vivere in un un piccolo centro, ma anche cose brutte come il non avere privacy, l'essere costantemente giudicato, ma soprattutto non poter fare tantissime cose che per chi vive in città sono naturali. Ora le cose sono cambiate ma quando ero bambina io in paese non c'erano locali, a parte i soliti vecchi bar decadenti frequentati da anzianotti che giocavano a carte. Un giorno ha aperto una creperia, un locale nuovo, semplice e accogliente, piacevole e con tante cose nuove da provare. Sono quasi certa che lì io mangiai la mia prima crepes!
Negli anni novanta poi non c'era locale che non proponesse le crepes, si trovavano anche nei menù delle birrerie, insieme alle patatine fritte e agli hamburger congelati. In effetti le crepes sono buone e vanno bene in qualunque momento della giornata che sia un pasto o uno spuntino.
Sono versatili, ci puoi mettere dentro praticamente qualunque cosa, anche se in italia siamo tradizionalisti e spesso ci fermiamo ai formaggi e agli affettati, a Versaille ho cenato tantissime volte con crepes ripiene di ogni ben di dio, carne, uova, insalata, verdure... e via dicendo.
Io cerco di averne sempre nel congelatore, non si sa mai! Quando le faccio ne faccio tante e poi le congelo, separandole una a una con la carta cellophane.


Ingredienti per circa 35-40 crêpes (dipende da quanto le fate grandi):

1 litro di latte
10 uova intere
400 grammi di farina 0 o 00 (io cerco di usare la farina 00 il meno possibile)
un pizzico di sale
burro o olio per la padella


Procedimento:

Sbatto le uova e aggiungo il latte poco alla volta, quando il composto omogeneo (mi aiuto con una frusta) aggiungo il sale e la farina setacciata piano piano continuando a mescolare bene.
Quando la farina è tutta incorporata e senza grumi (se avete dubbi passate il preparato in un colino o dategli una frullata con il minipimer) copro il composto e lo lascio riposare in frigorifero per qualche ora, (quante ore? quante ne ho, a volta anche solo mezz'oretta  :) ).

Sciolgo il burro e con un pennello da pasticceria ungo la padella antiaderente ben calda, si può anche usare un dischetto di contone. La quantità di grasso non deve essere ne troppa ne troppo poca.
Con il mestolo verso la quantità di impasto necessario per coprire con un velo il fondo della padella, nel farlo tengo la padella con la mano destra e la muovo per fare stendere il composto in modo uniforme.
Per quel che mi riguarda l'unica difficoltà nelle crepes è farle sottili, (a volte in giro si mangiano crepes che sembrano frittate). Quando la pastella comincia a staccarsi dai bordi della padella, bagno la punta delle dita con dell'acqua fredda e la giro prendndola per le estremità con le mani. Se siete bravi e sapete girarle lanciandole in aria, buon per voi, io per il momento riesco a farle bene solo girandole con le mani, c'è chi usa il coperchio ma io non mi trovo bene.
Una volta girata, la faccio cuocere ancora qualche secondo dall'altro lato e poi la faccio scivolare in un piatto. Vado avanti così fin che non ho finito il composto ungnedo ogni due/tre crepes la padella. Di solito la prima crepes la butto via, non so bene il motivo ma la prima non viene mai bene, e nel tempo ho scoperto che è normale, per ciò non scoraggiatevi!!!


Ah dimenticavo... se vi capita di andare a Castelnuovo don Bosco, fermatevi alla creperia, non ne sarete delusi!

Grazie per essere passati di qui!
a presto

Clara


sabato 16 maggio 2015

Pasta Madre: considerazioni generali



Sono mesi che utilizzo la pasta madre, e ho deciso di scrivere un piccolo promemoria.
La pasta madre me l'ha regalata mia cognata Pina, ed è stato uno dei regali più belli che potessi ricevere. E' impegnativa da usare, soprattutto se non si è abituati a panificare in casa, ci vuole tempo, costanza e pazienza. Riporto di seguito qualche considerazione generale.

  • PASTA MADRE VS LIEVITO DI BIRRA. La prima cosa che mi viene in mente relativamente a queste tipologie di lievito è: si va avanti per poi tornare indietro. Questa frase me la disse un viticultore mentre mi raccontava come negli anni 80 gli enologi spingessero un metodo coltivazione della vite, con l'uso di fertilizzanti e trattamenti sostenendo che era il modo migliore per fare il vino, per poi tornare dopo vent'anni a dirgli che era meglio come si faceva prima. C'è questo ritorno all'antico anche nella cucina, credo che sia una questione di mode che vanno e che vengono, ma rimane il fatto che oggi giorno se non usi la pasta madre non sei nessuno (certo come no!). Il poverino lievitino di birra ormai è considerato roba di secoda scelta, anche se fino a ieri ci aveva resi felici, oggi non va più. Ci siamo stufati. Ma che differenza c'è tra il lievito madre e il lievito di birra? Per chi conosce un minimo di enologia, il concetto è semplice, la differenza è la stessa che c'è tra un lievito naturale, autoctono (che anche nel mondo del vino adesso vanno tanto di moda) e uno lievito selezionato. Il lievito di birra non è altro che uno lievito selezionato, non è brutto, non fa male, è solo fatto da un ceppo di lieviti selezionati tra tutti gli altri per panificare meglio, in modo più efficiente. Nella pasta madre, sono presenti tanti lieviti diversi, inseme ai batteri lattici, per cui avremo una fermentazione fatta da tanti tipi diversi di microorganismi che lavoreranno in modo diverso per produrre aria nel nostro impasto. Dal punto di vista della fermentazione è meno prestante, ma è in grado di dare prodotti più profumati e gustosi.
  • IL TEMPO. Qualche anno fa sono stata in scozia, (è stato un viaggio meraviglioso), tra le altre cose ho fatto visita a diverse distillerie di whisky. Una cosa che mi è rimasta impressa è che loro consideravano il tempo un ingrediente fondamentale. Anche nel pane è così. Il tempo è fondamentale, che sia tanto o poco cambierà completamente il prodotto finale. Bisogna avere pazienza. Il tempo è qualcosa di prezioso che diamo alla nostra preparazione ma che diamo anche a noi stessi nel fare una cosa antica, speciale e perchè no anche rilassante. Durante la fermentazione, nel pane (come nel vino), si sviluppano aromi e sentori, più avverrà lentamente, più il nostro prodotto sarà ricco di profumi e di sapore.  
  •  LA TEMPERATURA. La temperatura di lievitazione è molto importante, se fa troppo freddo l'impasto fa fatica a crescere e ci vogliono molte più ore. Siamo abituati alle lievitazioni veloci che otteniamo con il lievito di birra, ma con la pasta madre è tutta un'altra storia. I tempi sono lunghissimi. In inverno è consigliabile sfruttare la vicinanza di termosifoni o altre fonti di calore ed evitare di tenere gli impasti a contatto con strofinacci bagnati. Io ero abituata a coprire la pasta con strofinacci bagnati per evitare che si formasse la crosticina in superficie, con il lievito di birra non ho mai avuto problemi, ma con la pasta madre ho notato molta differenza, ora la copro con la pellicola e spesso la metto a lievitare nel forno (se fa particolarmente freddo la lascio con la lucina accesa).
  • IL PIACERE. La pasta madre da grandissime soddisfazioni, vedere gli impasti che crescono sembra quasi una "magia" ma bisogna farlo con il piacere di farlo, perchè l'impegno è grande. Bisogna essere costanti, e avere tempo da dedicarci. Anche solo per quanto si sporca la cucina quando si lavora con la farina. In alre parole non deve essere vissuto come un obbligo o un peso anche perchè le cose fatte senza amore per quel che si fa, difficilmente vengono bene.
  • IL SAPORE. I lievitati ottenuti con la pasta madre sono più saporiti e hanno anche un maggiore profumo. Non c'è lievito di birra che tenga!
  • LA CONSERVABILITA'. i prodotti ottenuti con la pasta madre hanno una conservabilità molto più lunga rispetto a quelli ottenuti con altri lieviti, potrete gustare un pane morbido per tutta una settimana!
  • IL PROPRIO GUSTO. Ognuno deve trovare la sua strada con la pasta madre, nel senso che ognuno deve capire con la propria esperienza quanta usarne, come dosare gli ingredienti e i tempi di lievitazione. Ci sono persone che preferiscono il pane più compatto e persone che lo preferiscono più areato. 
  • GLI INGREDIENTI. La qualità della farina è determinante, non solo la tipologia che può essere più o meno adatta alla lievitazione ma anche la freschezza. La farina vecchia è meglio non impiegarla in queste preparazioni.
  • PILLOLE TECNICHE: 
    • In qualunque lievitato i grassi i il sale vanno aggiunti solo quando l'impasto è già formato; 
    • una farina "forte" ricca di glutine è più adatta alla lievitazioni, farine integrali di cereali diversi come ad esempio segale, grano saraceno, kamut tenderanno a dare prodotti più compatti.
    • se si usano farine integrali è meglio utilizziare il metodo dell'idrolisi, ovvero idratarle con l'acqua qualche ora prima di impastare il pane. In questo caso è meglio rinfrescare la pasta madre che vogliamo usare, con la stessa farina che useremo durante la preparazione, se è possibile anche per due rinfreschi.
    • più la temperatura del forno sarà elevata più avremo una crosta croccante e un pane morbido all'interno, con una temperatura più bassa il prodotto avrà una cottura più uniforme. 

Spero di esservi stata utile.
alla prossima!

Clara

mercoledì 22 aprile 2015

cioccolato in polvere per latte senza zucchero


Non ho mai usato il nesquik perchè da quando ho memoria ho sembre bevuto il caffè latte. Ne ho bevuto tanto, tantissimo... ma il tempo passa e io non sono più una giovane spensierata che può trangugiare quello che vuole senza interessarsi minimamente delle conseguenze. In sintesi devo bere meno latte e devo limitare i caffè. sigh! So che ci sono appassionati di latti vegetali ma per quanto mi riguarda non sono un gran che, almeno quelli che ho provato fin'ora, così mi sono messa alla ricerca di qualcosa per "camuffarli"; girando su youtube ho visto sul canale di Mauro e Antonio (55winston55) una ricetta per riprodurre il nesquick in casa e mi è sembrata un'ottima idea... unica variante ho tolto lo zucchero. Avrei potuto usare il cacao in polvere e basta ma devo ammettere che con questa ricettina è meglio! E' banale ma io non ci avevo mai pensato. Se volete fare la variante zuccherata aggiungete dello zucchero a velo in ugale quantità rispetto al cacao.



Ingredienti:
125 grammi di cacao in polvere di buona qualità
1/2 cucchino di amido di riso (non usate altri tipi di amido perchè avrebbero bisogno di temperature più alte, se non lo avete non mettetelo)
1/2 cucchiaino di vaniglia naturale in polvere (oppure una bacca di vaniglia)
50 grammi di cioccolato fondente grattuggiato (io ho usato del cioccolato senza zucchero).

Procedimento:
Con un frullatore a immersione frullare il cacao e la vaniglia con l'amido, in questo modo si mischieranno bene.
Aggiungete il cioccolato tritato e frullare ancora per 2 secondi, non bisogna frullare il cioccolato per troppo tendo perchè scaldandosi rischierebbe di sciogliersi.
Semplicissimo da fare e sicuramente meglio di quello comprato, l'hanno gradito tanto anche le mie nipotine, Annie e Isabelle!

Ringrazio Mauro e Antonio  per questa e per altre loro ricette che ho provato negli ultimi mesi, tutte ottime e spiegate molto bene. Se volete vedere il loro video, lo trovate qui.

Al prossimo post!

sabato 21 marzo 2015

Muffin intergrali mela e cannella, senza zucchero e senza grassi aggiunti


Un altro dolcetto "salutare"...  i muffin mi sono sempre a piaciuti, a colazione li adoro, questi non hanno grassi e  sono buoni! Ho usato una pate di farina integrale e una parte di farina 0, ho fatto delle prove e questo è il mix di farine che preferisco per questo dolce. La ricetta è semplice e vi garantisce ottimi "inizi di giornata"!


Ingredienti per 12 muffin:

100 grammi di farina di farro integrale
80 grammi di farina di frumento 0
100 grammi di farina di mandorle
150 grammi di malto d'orzo (potete sostiurlo con lo zucchero)
2 uova
1 bustina d lievito per dolci
250 grammi di ricotta
100 grammi di latte
2 mele
2 cucchiaini di cannella
il succo di un limone

Procedimento:

Ho lavato le mele, le ho pulite, le ho tagliate a pezzettini e ci ho versato sopra il succo del limone.
Ho unito le farine (integrale, bianca e di mandorle) e il lievito mescolando tutto insieme.
In un'altra ciotola ho messo le uova e il malto e ho sbattuto bene con una frusta, ho aggiunto la ricotta, il latte e la cannella e ho mescolato bene.
Ho aggiunto le polveri al composto di uova, latte (e via dicendo) e ho lavorato il tutto fino ad ottenere un impasto omogeneo. infine ho aggiunto le mele, dato un'ultima mescolata e riempito i pirottini.
Ho cotto i muffin nel forno pre riscaldato ventilato a 180° per 20 minuti.

Sani e buoni.


Grazie per essere passati di qui.... al prossimo post!

domenica 15 marzo 2015

Bavarese ananas e cocco


Nella sua semplicità questo dolce è buono, ha pochissime calorie e si prepara in 5 minuti. Ci vuole l'agar agar, l'ingrediente magico che trasfama in budino qualunque cosa e che per altro ha molte proprietà benefiche, ormai nella mi cucina è un Evergreeeeeen (fa molto Carla Gozzi).
La gelatina di anans con la colla di pesce non si può fare, lo so per esperienza, in passato ho provato per ben 2 volte prima di leggere sulla confezione che con l'anans non viene. Io le istruzioni non le leggo mai... accidenti a me!

Ingredienti per 8 porzioni:

500 grammi di ananas pulito tagliato a pezzi
300 grammi di acqua di cocco
300 grammi di latte di riso e cocco
6 grammi di agar agar


scagliette di cocco per decorare (facoltative)


Procedimento:

Ho frullato l'anans e l'ho tenuto da parte.
Ho messo il latte e l'acqua di cocco in un pentolino sul fuoco e quando hanno raggiunto il bollore ho aggiunto l'agar agar e ho lasciato cuocere per 5 minuti.
Ho spento il fuoco e aggiunto l'anans mescolando bene.
Ho bagnato con dell'acqua gli stampini e li ho riempiti con il composto.
Li ho messi in frigorifero e trascorse 5 ore ho assaggiato la bavarese.

Ero abbastabza curiosa perchè è una ricetta che mi sono inventata di sana pianta, e' semplice e leggera ma al tempo stesso è perfetta a fine pasto. E' buona da sola, ma sta molto bene anche accompagnata con delle fragole fresche.



grazie per essere passati di qui, al prossimo post!

Clara

venerdì 13 marzo 2015

Panini per hamburger ai semi con la pasta madre

La prima volta che mio Papà si è trovato a mangiare al Mc Donalds è rimasto sconvolto, soprattutto dal pane, bisogna tener conto del fatto che per lui anche un pasto in mensa rappresenta un trauma. Anche io non amo il pane degli Hamburger lo trovo molliccio dolciastro... meglio farselo da se.
Non ho usato latte ma ho aggiunto alla ricetta tradizionale i semi. Ultimamanete sono la mia ossessione, li metto praticamente ovunque.
Se non avete la pasta madre potete usare il lievito di birra, riducendo le quantità indicate sulla confezione: 25 grammi per mezzo kg di farina è davvero una dose esagerata (la dose che generalmente consigliano), aggiungendo il tempo agli ingredienti della vostra ricetta, otterrete un prodotto infinitamente migliore usando pochissimo lievito (io vi consiglio 4-6 grammi).
Per quanto riguarda i tempi di lievitazione, molto dipende dalla temperatura, in inverno il clima non ci aiuta, io di solito metto i composti vicino al termosifone o dentro il forno spento. In inverno non consiglio di coprire gli impasti con stracci umidi (per evitare la fastidiosa crosticina), proprio perchè mi sono resa conto che con il freddo, la lievitazione rallenta tanto e di tempo già ne dobbiamo mettere in conto per i lievitati senza bisogno di complicarci ulteriormente la vita; se non fa molto caldo meglio usare la pellicola trasparente.


 Ingredienti per 10 panini:

500 grammi di farina macinata a pietra (potete usare la farina normale)
250 grammi di acqua
60 grammi di olio extra vergine di oliva
20 graami di malto d'orzo (potete sostituirlo con lo zucchero)
130 grammi di pasta madre 
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di semi di lino
1 cucchiaino di semi di sesamo
1 cucchiaio di semi di zucca

Pee la finitura:
tuorlo d'uovo, un cucchiaio di latte, semi di sesamo e due cucchiai di olio extra vergine di oliva.

Procedimento:

Ho messo nella planetaria, la farina, la pasta madre e il malto e ho iniziato a impastare vesando l'acqua poco per volta; una volta che l'acqua è stata incorporata dall'impasto ho aggiunto l'olio e il sale.
Negli impasti lievitati è consigliabile aggiungere i grassi e il sale solo una volta che l'impasto è già formato pechè non vanno molto d'accordo con il lievito. Infine ho aggiunto i semi.

Quando l'impasto è risultato liscio l'ho messo in una terrina coprendolo con la pellicola trasparente e l'ho lasciato lievitare per circa sei ore fin che non è raddoppiato di volume. Trascorso questo tempo ho preso l'impasto, l'ho diviso in 10, e con le mani ho formato i panini posandoli su una teglia ben distanziati. Li ho spennellati con dell'olio e li ho coperti con la pellicola trasparente per farli lievitare ulteriormente.
Dopo circa 4 ore i panini erano raddoppiati, ho sbattuto il tuorlo d'uovo con il latte e li ho spennelati ricoprendeli con un pizzico di semi di sesamo.

Ho cotto i panini nel forno già caldo a 220 gradi per 5 minuti, dopo di che ho abbassato il forno a 190 gradi e li ho cotti per ulteriori 15 minuti (20 minuti di cottura in tutto).

I panini possono essere congelati, sono ottimi, niente a che vedere con quelli comprati!









domenica 8 marzo 2015

Budino al cioccolato, caffè e mandorla, non ci facciamo mancare niente... tranne che lo zucchero!

Il budino è uno dei dessert più facili e veloci da fare, anche senza le bustine di preparato.

Volevo un budino che avesse poco latte vaccino, per quanto io adori il latte vaccino sto cercando di ridurlo, volevo un dessert che potessi mangiare (senza zucchero) e che sapesse di caffè. Quando vuoi tutte queste cose insieme in un dolce, non ti resta altro che fartelo! Questa ricetta non è dietetica, non ha lo zucchero ma ha il malto, il latte, il cioccolato, ma è sicuramente una ricetta sana, che fa bene, se non altro all'umore!
Ho usato l'agar agar, avrei potuto usare la colla di pesce ma preferisco l'agar agar, pare che faccia molto bene, in ogni caso potete sostituirla con la colla di pesce, 4 fogli (8 grammi) andranno benissimo.



Ingredienti:

500 grammi di latte di mandorla non zuccherato
250 grammi di latte fresco intero
100 grammi di cioccolato fondente senza zucchero
2 cucchiai di cacao amaro
2 cucchiai rasi di caffè solubile
4 cucchiai di malto d'orzo
1 cucchiaino di vaniglia naturale in polvere
4 grammi di agar agar (un chucchiaino)
mandorle in scaglie per decorare

Procedimento:

Ho unito i due tipi di latte e li ho messi sul fuoco.
Nel frattempo ho spezzettettato il cioccolato e l'ho fatto sciogliere nel microonde (alla massima temperatura) girandolo ogni 30 secondi.
Ho aggiuto al cioccolato fuso, la vaniglia, il malto d'orzo e il caffè.
Quando il latte ha raggiunto il bollore, ho unito il composto, mescolando con una frusta mantenedo la pentola sul fuoco.
Ho aggiunto anche il cacao e l'agar agar mescolando bene e ho lasciato cuocere per 5 minuti continuando a girare con la frusta.
Ho versato il budino negli stampini e li ho messi in frigorifero per 6 ore prima di servirli.

Ho servito il budino decorandolo con delle mandorle in scaglie.

Grazie per essere passati di qui!
a presto

Clara

lunedì 2 marzo 2015

Vellutata di cavolo viola

Qualche settimana fa a pranzo in un locale del centro ho assaggiato questa vellutata: amore a prima vista, o forse dovrei dire al primo cucchiaio.

Di solito cucino i cavoli che coltiva mio papà Bepi e purtroppo non sono mai viola.... Volevo rifare questo piatto e così sono andata al mercato dei contadini di Porta Palazzo e ho comprato un cavolo vilola. Molto fashon! Basta un pezzettino di cavolo per colorare qualunque piatto, per una settimana in casa mia era tutto viola, paste, polpette... una meraviglia.
Trovo che i cavoli siano bellissimi e soprattutto fanno bene!

Esteticamente stupendo!


Solitamente in questa ricetta sono previste le patate, io non volevo usarle e non volevo nemmeno addensare il tutto con burro e farina come ci insegna la cucina tradizionale, volevo restare leggera e così ho pensato di usare la farina di ceci, che per quanto mi riguarda, non delude mai!

Ingredienti per 4/6 porzioni:

1 chilo di cavolo viola tagliato a pezzi,
1,5 litri di brodo vegetale
1 cipolla 
3 cucchiai di farina di ceci
6 cucchiai di  Parmigiano Reggiano grattuggiato
sale pepe e noce moscata
6 cucchiai di Olio Extra Vergine di Oliva 

Procedimento:

Ho messo in una pentola, il brodo, la cipolla pulita e tagliata a pezzi e il cavolo.
Ho messo la pentola sul fuoco (coprendola con un coperchio).
Ho lasciato cuocere per circa 30 minuti da quando ha raggiunto il bollore.
Ho aggiunto il sale, il pepe, la noce moscata e la farina di ceci e ho passato il tutto con il minipimer.
Ho lasciato cuocere la vellutata ancora una decina di minuti.
Ho aggiunto  l'olio e il parmigiano e impiattato.
E' ottima accompagnata con dei crostini, ma anche da sola fa la sua figura!

Leggera, veloce da preparare, economica, buona e salutare. Non vedo l'ora di rifarla!



Grazie per essere passati di qui!
a presto

Clara